Il Turismo Sentimentale è un Viaggio Scomodo

Pubblicato da Mada Alfinito nella categoria Dipendenza Affettiva e Recupero il 08/11/2017ultimo aggiornamento il 08/11/2017

 

Oggi voglio parlarvi di un disturbo della capacità di relazionarsi agli altri molto diffuso nella nostra società e che viene di solito sottovalutato e banalizzato in quanto la maggior parte delle persone lo reputa 'normale' non sapendo che, invece, è un problema emotivo a tutti gli effetti e possiede un nome e una modalità comportamentale specifici. Sto parlando del turismo sentimentale.

Per turismo sentimentale si intende la tendenza a cambiare frequentemente partner senza mai riuscire a consolidare una relazione nel lungo periodo. Molto spesso, le persone scoprono che questo loro atteggiamento è un vero e proprio disagio solo quando approdano in psicoterapia per qualche altro motivo specifico. L'errore comune è credere che siano solo coloro che fanno un percorso con uno psicoterapeuta a manifestare questo comportamento affettivo disfunzionale. In realtà, come ho già accennato sopra, questo disturbo è ormai una consuetudine ma, per svariati motivi, molte persone non ne sono ancora a conoscenza. Nella vita di tutti i giorni, apparentemente, il turismo sentimentale sembra non essere affatto un problema per chi lo pratica: cambiare partner come se ci si cambiasse d'abito è, per molti, la cosa più naturale del mondo.

Bisogna fare attenzione a distinguere il turismo sessuale dal turismo sentimentale. Sono due fenomeni ben diversi. Il primo è sicuramente quello più famoso e su cui si discute moltissimo e consiste nell'intraprendere un viaggio con lo scopo di andare in un paese dove è possibile trovare persone con cui fare sesso ad un buon prezzo. Questo fenomeno, che vede partire ogni anno sia uomini che donne, è legato quindi alla prostituzione (esatto: è un luogo comune il fatto che solo gli uomini fruiscano di questo tipo di attività illecita). Di solito, sono le persone che vivono in paesi benestanti ad andare in paesi poveri in quanto, in alcuni posti, è molto più facile reperire sesso a buon mercato. Inoltre, andare in paesi solitamente poco accessibili come il Kenia, il Bangladesh, la Thailandia e molti altri, ha sicuramente il beneficio di annullare il pericolo di essere riconosciuti e scoperti, cosa che invece potrebbe accadere con facilità nella città o nel Paese in cui si vive.

Quando si parla di turismo sentimentale, il concetto di viaggio implicito nel termine è una metafora: partendo dall'assunto che l'amore e la vita di coppia siano (o almeno dovrebbero essere) un meraviglioso viaggio che ci porta nei luoghi più misteriosi ed incredibili del nostro essere, il turismo sentimentale è l'arte di rimpiazzare un partner con altro in maniera molto molto rapida, garantendo così a chi lo pratica di provare costantemente quella sensazione di avventura ed esaltazione che generalmente scaturisce dai primi incontri amorosi con una persona con cui si è coinvolti da poco tempo.

Il turismo sentimentale può essere vissuto in svariati modi: spesso assume connotazioni sessuali ma ciò è solo una delle modalità possibili attraverso cui questo comportamento disfunzionale si esprime. Infatti, non occorre che intratteniate rapporti sessuali completi con tutti/tutte i/le partner con cui interagite. Semplici e platonici gesti come flirtare con le parole e con la comunicazione non verbale oppure contatti fisici minimi come tenersi la mano, abbracciarsi, baciarsi, darsi carezze o fare del petting con partner che cambiano ciclicamente vi classifica già come turisti sentimentali.

Non è la durata del vostro flirt che decreterà se siete o no turisti sentimentali (può capitare a tutti, infatti, di vivere qualche volta una fugace avventura) ma la frequenza con cui puntate una preda, la azzannate, vi divertite e poi... avanti il prossimo/la prossima! Infatti, che sia un giorno, che sia un mese o più, se la vostra mini storia volge al termine e tendete a rimpiazzarla subito dopo poco con un'altra e poi un'altra e un'altra ancora, allora siete davvero turisti! Non importa nemmeno se in un anno abbiate 100 storie o solo 5: se vi ositinate a saltare di parter in parter continuamente, state attenti perchè è quasi certo che questa tendenza sia parte di voi.

Avete presente un'ape che alla luce di un bel sole di primavera ogni mattina esce dal suo alveare e va di fiore in fiore a cercare polline? Ecco, così è il turista sentimentale il quale, volando di fiore in fiore, cerca continuamente nutrimento emotivo. Mettendo al bando qualsiasi forma di moralismo e ipocrisia sul mio sito internet, come accennavo all'inizio, la maggior parte della gente non è consapevole che questo atteggiamento sia un disturbo dell'affettività e questo non-sapere deriva purtroppo, molto spesso, dallo stile di vita che abbiamo appreso nel luogo in cui viviamo. Migliaia di persone in tutto il mondo sono figlie della società del consumo, il quale ripone nella modalità-usa-e-getta le sue speranze per l'avvenire, anche nel caso dell'appagamento emotivo e sessuale.

Oggi appare davvero una cosa del tutto naturale cambiare partner una volta che ci si è stufati senza dare una seconda possibilità al rapporto. Non viviamo più, come in passato, in un tipo di società in cui si era costretti a sposare l'unico partner con cui si intratteneva una conoscenza (anche superficiale) perchè obbligati dai condizionamenti delle rispettive famiglie e del proprio status sociale. è quindi davvero una fortuna che oggi si possa decidere con il proprio arbitrio chi sposare o frequentare. Il problema allora è: proprio perché non esistono più certi tipi di obblighi per tutti (se non in qualche tipo di società specifica), ha davvero senso dover cambiare partner così compulsivamente?

Il turismo sentimentale non è un gioco amoroso che ha come scopo la semplice ricerca del piacere (emotivo, sessuale o entrambi) ma è una vera e propria compulsione. La persona che lo pratica non riesce a stare da sola. Idealizza il partner appena conosciuto e crede che lui/lei le fornirà l'appagamento che tanto cerca. Magari, inizialmente, non ha nemmeno l'intenzione di scaricare l'altro e crederà che: "finalmente è la volta buona!" eppure, ad un certo punto, si farà avanti l'inquietudine che la spingerà ad abbandonare la preda provando poi una grande frustrazione vedendosi per l'ennesima volta incapace di instaurare una relazione profonda con qualcuno. Il senso di frustrazione porterà, allora, questo soggetto a cercare un nuovo rifornimento emotivo per lenire il senso di disagio che sente e così il pattern (cioè lo schema) comportamentale si ripeterà ad infinitum come in un loop.

Come ho già detto, tutto ciò è probabilmente anche conseguenza diretta del vivere nella attuale società consumistica. Pochi di noi, purtroppo, hanno la fortuna di ricordare quel giocattolo che abbiamo desiderato tanto a lungo da bambini. Poche persone, oggi, sanno cosa vuol dire guardare e sospirare all'oggetto desiderato e, guardandolo mentre si aspetta di riceverlo, osservarlo e continuare a conoscerlo con un rispetto che rasenta la devozione. E quando poi, mostrando impegno e obbedienza, finalmente riuscimmo ad ottenere dai nostri genitori il giocattolo tanto desiderato non lo avremmo cambiato per nessun altro al mondo.  Oggi, invece, la maggior parte degli oggetti che compriamo vengono fabbricati con materiali che destinano il prodotto a durare non più di 2 o 3 anni (è l'esempio dei cellulari), poco importa se l'oggetto in questione venga trattato con cura maniacale. La regola d'oro della società attuale è il ricambio. Questa stretegia di mercato ha lo scopo di aumentare la domanda e l'offerta dei beni in modo tale che la moneta circoli molto più velocemente favorendo (o almeno questa era l'idea iniziale) l'economia. Ormai, nessuno di noi perde più del tempo a riparare un oggetto quando si rompe perchè ripararlo ha costi più alti (economici e temporali) rispetto al comprarne uno nuovo.

Il turista sentimentale non vuole sprecare il proprio tempo a conoscere nel profondo la persona con cui ha iniziato da poco un rapporto. Lui o lei hanno fondamentalmente paura di legarsi, paura di soffrire e soprattuto di vedere loro stessi attraverso gli occhi dell'altro. Scrive Enrico Maria Secci1:

"ecco i turisti sentimentali: i delusi, gli sconfortati, quelli che pretendevano un sogno e che, invece, si annoiano a morte; quelli che hanno paura di tutto o, semplicemente, non hanno voglia di confrontarsi con le diversità per trovare la propria e conciliarla con un altro cuore."

Per questi soggetti, è meglio buttare via una persona che gli piace e per cui provano attrazione, piuttosto che cercare di andare a fondo nel rapporto e assumersi il gravoso compito di guardasi dentro e scoprire di non essere poi così speciali e perfetti come vorrebbero illusoriamente essere o far credere agli altri di essere. Meglio non guardare e voltare la faccia dall'altra parte aspettando che arrivi la prossima persona che faccia di nuovo vivere loro l'illusione della pienezza di un sentimento narcisistico che non potrà mai essere appagato.

Nel meraviglioso libro 'Il Piccolo Principe'2 di Antoine De Saint-Exupéry c'è una frase:

"è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante."

è l'impegno che dedichiamo ad un'altra persona che rende quella persona così speciale ai nostri occhi e ci migliora come uomini e come donne. Il turismo sentimentale è un viaggio scomodo e la quantità dei compagni o delle compagne che ci si porta dietro non implica un aumento della qualità della percorrenza.

Note

1 Blog Therapy di Enrico Maria Secci. Cliccando su questo link potete leggere per intero l'articolo da cui ho tratto la citazione: http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/2013/07/11/il-turismo-sentimentale/

2 Il piccolo principe, p. 98, ed. Tascabili Bompiani/RCS S.p.A. 2012.

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