Quand'è il Momento Giusto per un Nuovo Primo Appuntamento?

Pubblicato da Mada Alfinito nella categoria Dipendenza Affettiva e Recupero il 04/01/2018ultimo aggiornamento il 04/01/2018

Ritornare all'amore dopo una o più cocenti delusioni

 

"Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo."

Cantava l'Ecclesiaste(1) molto tempo fa e ciò che diceva è senz'altro vero anche riguardo le cose dell'amore, in particolare per gli uomini e le donne che stanno affrontando un recupero dalla dipendenza affettiva. Ci tengo a precisare però che questo post non è utile soltanto ai dipendenti affettivi ma è rivolto anche a tutti coloro che sono usciti di recente da una relazione sentimentale.

La domanda che ci poniamo oggi è:

Quand'è il momento giusto per un nuovo primo appuntamento?

 

Come ho già spiegato in articoli precedenti ( Il Turismo Sentimentale è un Viaggio ScomodoPer Tenerti Lontano dalla Mia Mente ), le persone che sofforno di turismo sentimentale sono dei veri e propri collezionisti di primi appuntamenti. Essi sono, molto spesso, persone con un grande potenziale umano ma ciò che boicotta ogni loro tentativo di imbarcarsi in una relazione duratura è la paura dell'intimità emotiva, la quale giace ad un livello profondo del loro subconscio rendendoli fobici nei confronti delle responsabilità. Per molte persone è molto più facile fermarsi alle prime uscite e ai primi fugaci incontri perché in quei frangenti, si sa, la maggior parte di noi tende a mostrare il meglio di sé dando all'altro l'idea di essere dei veri e propri maestri della seduzione. In casi come questi, anche se entrambi gli individui percepiscono il desiderio e la voglia di stare insieme, i loro appuntamenti non si basano sul piacere di godere della presenza dell'altro con semplicità, ma diventano dei veri e propri talent show dove l'indice di gradimento della serata sarà determinato dal livello della pressione causata dalla paura di non soddisfare determinate surreali aspettative e dalla qualità della performance. Sono davvero tante, infatti, le persone che quando ne incontrano una per cui provano attrazione mettono subito in scena un copione per comunicare all'altro una immagne di sé che non corrisponde totalmente alla realtà. Tutto ciò va a discapito della propria autenticità, cioè del farsi conoscere per ciò che si è veramente con tutte le proprie sensibilità, paure e difetti oltre che per i tanto decantati pregi.

Prendersi un po' di tempo prima di frequentare una nuova persona non è un consiglio salvavita solo per i dipedenti affettivi ma lo è anche per coloro che sono usciti recentemente da una relazione. Qualcuno potrebbe domandarsi:

"Recentemente quanto?"

Difficile dare una risposta quantificabile in termini di ore, minuti, secondi: per alcuni la parola 'recentemente' corrisponde ad una settimana, un mese o tre ma esistono anche situazioni in cui le persone che sono state lasciate da sei mesi, da un anno o persino di più, sono rimaste così emotivamente scioccate e provate che sentono ancora lo stesso dolore iniziale (o quasi) per la perdita. Non si tratta di debolezza: molto semplicemente, la nostra emotività vive di tempi ben diversi da quelli convenzionali su cui siamo abituati ad impostare la nostra vita. è più frequente di quanto si creda incontrare persone che hanno una percezione del tempo distorta tale che, per loro, un anno dal distacco sia equiparabile quasi ad una settimana. Solo che la maggior parte della gente non vi dirà mai quanto stia soffrendo...

Ad ogni modo, è innegabile il fatto che allo stesso tempo esistano anche persone che, terminata una relazione da cui ne sono usciti sofferenti, abbiano avuto la fortuna di incontrare poco tempo dopo un partner che è diventato quasi da subito una persona significativa nel lungo periodo. Ma questi sono casi sporadici e non la normalità. La realtà è molto più dura e nella maggior parte dei casi occorre cercare a lungo prima di incontrare un partner che potremmo definire in teoria 'quello giusto' oppure 'la volta buona!'. Come disse il personaggio di Alex a Gigi nel film 'La Verità è che Non gli Piaci Abbastanza' (2009): "Tu non sei l'eccezione, sei la regola!" (vi consiglio di vedere questo breve spezzone del film https://www.youtube.com/watch?v=vMSB37rrlTs

è esperienza abbastanza comune (ma lungi da me il generalizzare che questo valga per tutti) che dopo essere stati lasciati o aver vissuto una storia dalla quale siamo usciti a pezzi siamo istintivamente succubi di due pulsioni (entrambe o una sola):

- la prima è tentare di recuperare il rapporto anche se siamo consapevoli che non c'è più molto da fare o che quella relazione non merita davvero le nostre energie;

- la seconda è quella di buttarsi a capofitto in una nuova storia per dimentcare il male ricevuto. In fondo, che male c'è a farsi coccolare dopo le gravi ferite subite? Mica è giusto che il nostro ex o la nostra ex siano già tra le braccia di un'altra/o mentre noi passaimo le serate, le festività e le notti da soli a contare i nostri rimpianti? Queste sarebbero delle motivazioni sicuramente molto convincenti... se fossimo degli adolescenti mai cresciuti. Ma non è così che ragionerebbe un adulto emotivamente consapevole.

Un luogo comune molto diffuso è quello che chi lascia ha emotivamente più vantaggi rispetto a chi viene lasciato. Si dà per scontato (e forse non a torto) che la persona che ci ha lasciato/abbandonato abbia preso consapevolezza prima di noi che nel rapporto c'era qualcosa che non funzionava benissimo, ragion per cui potrebbe aver operato la rottura con il vantaggio di un dolore già elaborato. Ma una separazione, malgrado le apparenze che celano alla perfezione (o quasi) ciò che realmente pensa il nostro/la nostra ex, provoca sempre un disagio ad entrambi. Vivere una relazione comporta amalgamare il proprio stile di vita con quello dell'altro. Quando si è in coppia è di vitale importanza per la riuscita della relazione nel lungo periodo lasciare ampi spazi di indipendenza all'altro (pur mantenendo allo stesso tempo il rispetto per i bisogni di coppia di ciascuno) ma allo stesso tempo è fondamentale creare delle sane abitudini che tendono a consolidare la coppia (ho detto consolidare, non annoiare! Fate sempre molta attenzione a questa sottile ma cruciale differenza...). Inoltre, stando insieme si cammina su sentiero comune che può essere più o meno condiviso e accettato da entrambi a seconda della sintonia e dell'amore che si è sviluppato tra i due. Ma sia che sul sentiero si faccia costantemente a pugni (come sempre accade nelle relazioni disfunzionali e tormentate), sia che la passeggiata risulti piacevole, è pur sempre un camminare l'uno accanto all'altra. Non dobbiamo mai credere che l'ex partner ci abbia dimenticato del tutto, anche nel caso fosse sparito completamente (come nel fenomeno del narcisismo patologico e del ghosting). Questo è impossibile. Certamente bisogna prendere atto che non ci ama più (altrimenti non ci avrebbe lasciato), ma la mente umana non può dimenticare di colpo tutto ciò che ha vissuto... a meno che alla persona non sia stata asportata una porzione di cervello con un intervento chirurgico! Solo e soltanto in questo caso c'è la possibilità di venire radicalmente cancellati dalla memoria di qualcuno ed è proprio in virtù del fatto che nulla viene rimosso dalla mente dalla sera alla mattina che dobbiamo renderci conto che anche se l'ex non ci ama più, ha dovuto o dovrà affrontare dentro di sé un'elaborazione del distacco esattamente come è successo a noi. è un fatto fisiologico. La nostra mente funziona così. Questo non vuol dire assolutamente che ritornerà da noi implorando perdono sulle note di 'Ricominciamo' di Adriano Pappalardo(2)  (a meno che voi siate l'eccezione e non la regola... vi consiglio caldamente di rimanere con i piedi per terra prima di arrivare a questa conclusione avventata), ma è già qualcosa sapere che non siamo diventati improvvisamente un nulla ai suoi occhi come lui o lei vorrebbe farci credere.

Io sono dell'idea cha sia quando si lascia, sia quando si viene lasciati, occorra sempre fermarsi almeno un po' per cercare di capire le ragioni del fallimento della relazione. Riflettere non è un modo di generare in noi sensi di colpa e autocommiserazione. Semplicemente, una sana auto-critica ci aiuta a capire meglio noi stessi, chi siamo e ridefinire quali sono le nostre priorità. è molto frequente, infatti, che le persone che hanno avuto una delusione amorosa si rendano conto già dopo pochissimo tempo che la relazione precedente li aveva privati di molte cose e che avevano sacrificato sull'altare di un amore ideale la parte più autentica del loro essere.

Credo che fare il punto della situazione della propria vita non sia una cosa così lunga e difficile come si potrebbe pensare. Tutto sta nell'essere onesti con se stessi e non aver paura di guardare in faccia alla realtà di ciò che è e cio che è stato. A volte è difficile fare una cosa del genere: occorre il coraggio di mettersi in discussione e non tutti sono disposti a farlo. Rimpiazzare prontamente il partner con un altro per lenire le proprie sofferenze senza aver capito cosa sia effettivamente andato storto non serve a guarire il dolore ma a cronicizzarlo. Infatti, ogni emozione che non viene adeguatamente elaborata dal nostro inconscio torna poi successivamente a chiederci il conto delle scelte fatte o subite e, siccome non ci dirà mai in anticipo quando verrà a farci qualche domandina, potrà farci perdere il controllo della situazione in due modi: o boicottando la nostra nuova relazione oppure mandandoci dei disagi fisici che rispecchiano le nostre emozioni soppresse (disturbi psicosomatici).

Si evince allora da quanto detto, quali sono i motivi per cui non è possibile generalizzare sul quantitativo di tempo che occorre per sentirsi pronti per una nuova relazione: ogni persona ha esigenze e bisogni diversi.  D'altra parte, se proporre un riferimento temporale che valga per tutti è impossibile, è invece molto efficace avere dei punti saldi mediante i quali fare una breve autoanalisi per capire quanto e come siamo disposti a metterci nuovamente in gioco. Ecco qui di seguito alcuni riferimenti che ho tracciato personalmente con la speranza che vi aiutino ad orientarvi sulla vostra attuale voglia di amare ed essere amati. Alcuni punti si riferiscono nello specifico ai dipendenti affettivi in recupero, gli altri sono per tutte le persone a cui interessa l'argomento.

Dunque, siete pronti per un nuovo appuntamento se:

- Avete chiaro in mente, almeno in buona parte, cosa è andato storto nella vostra precedente relazione. Se invece avete avuto più storie fallimentari e siete arrivati al punto che non ci capite più niente, questa è la volta buona per fare finalmente il punto della situazione. Per effettuare questa operazione di pulizia mentale avete passato diversi sabato sera a rifiutare le serate con gli amici per restare a casa a fare il mea culpa con il vostro bellissimo cilicio(3) di sensi di colpa. Scherzo! Siete usciti con gli amici e vi siete diverititi eccome! E avete pure notato quanto fosse carino/a il tipo/la tipa che avete visto in quel nuovo locale del centro ma, di tanto in tanto, durante le giornate vi siete fermati seriamente a parlare con voi stessi, vi siete ascoltati con amore e compassione ragionando con serietà e disponibilità emotiva su quali potrebbero essere stati i vostri errori e quelli dell'ex partner. Provare ad analizzare la situazione con onestà e schiettezza verso voi stessi vi porta automaticmente al punto successivo;

- Siete consapevoli dei vostri sentimenti. Percepite perfettamente che siete stati delusi da qualcuno di significativo e che forse vi sentite ancora tristi, amareggiati, spaventati con la voglia di gridare al mondo intero che siete incazzati neri. Avvertenze: mentre vi cimentate ad urlare per esprimere tutto il vostro dolore, occhio ai vicini. Potrebbero spaventarsi!

- Avete applicato alla vostra vita con fermezza e tenacia tutto ciò che vi ho spiegato nel mio precedente articolo: Per Tenerti Lontano dalla Mia Mente

- Sentite il desiderio di iniziare a rapportarvi con qualcuno che non vi faccia sentire una pezza da piedi come ha fatto il vostro/la vostra ex. Sentite il bisogno di un confronto costruttivo alla pari e sapete che è giunto il momento di capire che non tutti gli uomini sono violenti e grezzi come il vostro ex (questo ultimo punto vale soprattutto per coloro che hanno affrontato relazioni disfunzionali);

- Sapete stare da soli! Vi godete il tempo che avete con o senza compagnia. Se cercate compagnia potete sempre comprarvi un animale domestico. Un partner invece è un altro tipo di compagnia (con il vostro gatto, infatti, non dovrete mai lottare per decidere se mangiare sushi o pizza). Essere single vi piace! Non disdegnate la vita di coppia ma sapete apprezzare genuinamente anche le opportunità dello stare da soli. Nella vostra condizione di single ora AMATE LETTERALMENTE gli sguardi di commiserazione dei vostri parenti che si domandano quali problemi segreti voi abbiate dato che siete ancora (ripetutamente) single dopo aver passato i 30 anni. E AMATE DAVVERO quella sensazione di nausea che vi sale non appena le vostre coetanee vi guardano con in volto quell'espressione trionfante di chi vi sta dicendo: "Mi dispiace molto che tu non sappia cosa voglia dire per una donna sentirsi realizzata... dato che tu non hai ancora avuto un figlio!";

- Vi sentite mentalmente e fisicamente attratti come mai prima d'ora dall'uomo o dalla donna che avete recentemente conosciuto e questa incredibile e soprendente attrazione non dipende dalla salvifica prospettiva di non andare da sole al matriomonio della vostra migliore amica (il quale si sta avvicinando inesorabilmente);

- Siete consapevoli che un nuovo appuntamento non implica il download automatico di un anello al dito. Molte persone, uomini e donne, falliscono nelle loro relazioni perchè si illudono dal primo momento che la persona con cui stanno uscendo sia finalmente quella giusta per loro. Certo, come ho spiegato prima, questo potrebbe anche accadere, ma questo tipo di conferme arrivano solo molto tempo dopo che il rapporto sia iniziato per davvero. Se una persona è quella giusta per noi lo si può capire con maggiore certezza solo quando la fase del prosciutto sugli occhi dell'innamoramento è passata e si inizia a conoscere la persona per ciò che è davvero, nel bene e nel male. Prima di allora, immaginare di aver trovato l'uomo o la donna della propria vita è sicuramente un diritto e una speranza che l'amore ci concede per darci la voglia di continuare la conoscenza. Tenete sempre basse le vostre aspettative sin dall'inizio perché, quando l'altro inizierà a fare il primo errore (tutti ne facciamo, è normale), rischieremo di mandare tutto all'aria perché ci eravamo illusi di qualcosa che in realtà esisteva soltanto nella nostra mente;

- Vi siete accertati che l'uomo o la donna con i quali state per uscire siano emotivamente disponibili, il che vuol dire: non sono sposati, non sono fidanzati, non convivono, non hanno amici e amiche speciali e non stanno muovendo i primi passi dopo una rottura sentimentale con le lacrime agli occhi (attenti a quelli e quelle che non fanno altro che parlavi dei loro ex: è un indicatore importante che in quel momento vi stanno usando come un bidone della loro spazzatura emotiva piuttosto che considerarvi come una persona con cui hanno potenzialmente voglia di instaurare un rapporto profondo). Cercate di capire sin da subito anche se l'uomo o la donna con cui vi rapportate ha qualche disturbo emotivo invalidante (es. narcisismo patologico, dipendenza patologica non curata, alessitimia, etc.) che vi induca nella spirale di una relazione tormentata. Se vi accorgete che l'aria potrebbe diventare pericolosa per la vostra salute emotiva... FUGGITE! Avete bisogno di qualcuno che vi faccia star bene, e non dell'ennesimo caso umano egoista;

- Non siete più semplicemente alla ricerca di un essere umano di sesso maschile o femminile da scegliere a casaccio tra la gente a seconda del vostro orientamento sessuale (a volte gli animali sono più selettivi degli umani!). Volete di più: volete un partner accudente, un amico e un amante. Con questo non intendo dire che chi va volutamente in cerca di avvenuture sbagli. Ognuno sceglie di gestire la propria sessualità come meglio crede e io, personalmente, non reputo credibili quelli che ostentano i loro principi morali criticando e diprezzando le scelte degli altri. Ma se state leggendo i miei articoli e venite ai miei convegni è perché probabilmente vi siete accorti che nella vostra vita qualcosa non funziona.  Sul mio sito internet e ai miei seminari non troverete mai risposte preconfezionate che mettano ipocritamente tutti d'accordo. Io propongo semplicemente della alternative al modo di vivere consueto che ormai non ci soddisfa più e grida dall'interno per uscire. Prendere o lasciare;

- Avete finalmente compreso (o quanto meno siete sulla strada) che il vostro corpo e la vostra persona nella totalità ha un valore inestimabile e che non dovete buttarvi mai più via per niente e per nessuno al mondo.

Se vi sentite irresistibilmente attratti da quell'uomo o quella donna che avete recentemente conosciuto e siete certi che vi piace davvero e che non state accettando il corteggiamento del primo arrivato, allora CONGRATULAZIONI: siete potenzialmente pronti per un nuovo primo appuntamento! ^_^

Traduzione: NON SONO TIMIDA. SEMPLICEMENTE NON VOGLIO FARE SESSO CON UN UOMO A CASO.

Note:

[1] Dal libro del Qoèlet o Ecclesiaste (3,1-8), la Sacra Bibbia-Traduzione CEI 1974:

"Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace."

 

[2]  https://www.youtube.com/watch?v=mkCiyUWP7Nk

[3] Cilicio: Cintura di corda e di cuoio, ruvida e cosparsa di nodi o di punte, che si portava sulla pelle per penitenza. Per approfondimento storico: https://it.wikipedia.org/wiki/Cilicio

 

 

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